#9 Dicembre – Altri segnali di rivolta

La sera dell’8 dicembre, dalla Sicilia al Veneto, avrà inizio una protesta, nella forma di presidi e blocchi stradali. La mobilitazione è stata indetta da una serie di associazioni di piccoli imprenditori, anzitutto dei settori agricolo e dell’autotrasporto. Tra loro il Movimento dei Forconi di Mariano Ferro.

Il tentativo dichiarato è quello di accendere una scintilla sociale per mobilitare i cittadini massacrati dalla crisi e delle politiche d’austerità.

Il pensiero corre subito alla rivolta dei “berretti rossi” che da giorni paralizza la Bretagna in Francia.

Anche lì camionisti e agricoltori hanno scatenato la rivolta, a cui poi si sono affiancati altri settori sociali. Come in Bretagna anche la rete di organismi che scenderà per strada a partire dalla sera dell’8 dicembre non si limita a protestare contro le misure austeritarie, chiede di farla finita coi governi asserviti alle tecno-ologarchie europee e rivendica l’uscita dall’euro e la riconquista della sovranità democratica e popolare, tra cui quella sulla moneta.

I promotori della mobilitazione hanno diffuso un proclama, un manifesto in cui spiegano le ragioni delle protesta.

Vedi :

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=501159463315410&set=a.193346814096678.40636.183370485094311&type=1&theater

Noi lo condividiamo ampiamente, per questo aderiamo alla loro lotta e faremo il possibile affinché sia un successo. Lasciare soli questi movimenti significherebbe aiutare il governo a sconfiggerli.

Come in Francia i promotori della mobilitazione precisano che non vogliono tra i piedi partiti e che rifiutano ogni strumentalizzazione.

In Francia il Fronte Nazionale della Marine Le Pen sta tentando in ogni modo, a fini elettorali, di mettere il cappello sulla protesta bretone. In Italia non c’è un partito come quello della Le Pen, esistono tuttavia piccoli gruppi fascisti, nonché singoli militanti di estrema destra, che stanno tentando di infiltrare il nascente movimento di protesta.

I promotori hanno detto a chiare lettere che respingono questi tentativi, insistendo che l’unico testo che li rappresenta è appunto il loro manifesto.

Lo hanno fatto con la Conferenza stampa del 13 novembre scorso. Non c’erano nè Tv né giornali. Un segnale che dimostra certo la volontà del regime di silenziare la nascente protesta, ma che attesta anche quella che ci appare la principale debolezza de promotori, una preoccupante disorganizzazione.

Aiuteremo quindi questa mobilitazione, affinché sia un altro tassello verso la sollevazione popolare. Una sollevazione che non ci sembra sia alle porte, poiché l’avremo solo quando scenderanno in strada il grosso dei lavoratori salariati e i milioni di giovani proletari precari. La pace sociale è nell’interesse dei parassiti sfruttatori al potere. Noi sosterremo ogni tentativo di spezzarla che sia in difesa del popolo lavoratore, dei principi democratici e d’eguaglianza sanciti dalla Costituzione, che rivendichi la riconquista della sovranità.

La Segreteria nazionale del Mpl

16 novembre 2013

http://sollevazione.blogspot.it/2013/11/9-dicembre-segnali-di-rivolta-di.html

VIDEO Conferenza stampa :

http://www.youtube.com/watch?v=9WQ_QzbOnuw

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“E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un
crescente furore.
Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e
s’avvicina l’epoca della vendemmia”

John Steinbeck, “Furore”